Visto Brasile 2025: attività tecniche consentite con il regime di visitatore
Guida aggiornata alla luce del Decreto 12.657/2025
Negli ultimi mesi il Brasile ha introdotto una importante modifica normativa che incide direttamente sulle modalità di ingresso dei professionisti stranieri chiamati a svolgere attività tecniche di breve durata nel Paese.
A partire dall’8 ottobre 2025, con l’entrata in vigore del Decreto n. 12.657/2025, il governo brasiliano ha ampliato il regime di visitatore consentendo, in determinate condizioni, lo svolgimento di attività di assistenza tecnica e trasferimento tecnologico che in passato richiedevano necessariamente un visto di lavoro temporaneo (tradizionalmente noto come VITEM).
Questa novità rappresenta un cambiamento significativo nel panorama dell’immigrazione lavorativa brasiliana, poiché introduce una maggiore flessibilità per le missioni tecniche temporanee, pur non eliminando l’obbligo di visto di lavoro in tutti i casi. È quindi fondamentale comprendere cosa è cambiato, cosa è ora consentito e quali limiti restano in vigore.
Visto Brasile 2025
Che cos’è la modifica normativa per Visto Brasile 2025
Il Decreto n. 12.657 del 7 ottobre 2025 modifica parzialmente il precedente Decreto n. 9.199/2017, che disciplinava l’applicazione della legge migratoria brasiliana. La modifica riguarda in particolare l’elenco delle attività consentite ai titolari di visto da visitatore (VIVIS).
In passato, attività quali assistenza tecnica, servizi specialistici o trasferimento tecnologico venivano generalmente considerate attività lavorative, rendendo necessario il rilascio di un visto di lavoro temporaneo, previa autorizzazione delle autorità competenti. Con la nuova normativa, il legislatore ha riconosciuto che alcune attività tecniche temporanee non configurano un rapporto di lavoro in senso stretto, consentendone lo svolgimento nell’ambito del regime di visitatore.
L’obiettivo dichiarato della riforma è semplificare la gestione delle missioni tecniche di breve durata, ridurre i tempi di autorizzazione e favorire la mobilità internazionale di professionisti altamente specializzati coinvolti in progetti temporanei.
Attività tecniche ora consentite con il visto da visitatore
Alla luce della nuova normativa, il regime di visitatore comprende ora in modo esplicito:
- attività di assistenza tecnica in loco
- trasferimento di tecnologia e know-how
- attività tecniche specialistiche direttamente collegate a contratti o accordi di servizi tra società straniere e brasiliane
Tali attività possono essere svolte senza la necessità di richiedere un visto di lavoro temporaneo, purché rispettino tutte le condizioni previste dalla normativa vigente.
Visto Brasile 2025 Durata del soggiorno consentita
Il soggiorno in Brasile come visitatore per lo svolgimento di attività tecniche è soggetto a limiti temporali ben definiti:
- permanenza iniziale fino a 90 giorni
- possibilità di proroga per ulteriori 90 giorni
Il periodo massimo complessivo consentito è quindi di 180 giorni nell’arco di 12 mesi. Questa durata rappresenta un vantaggio operativo rilevante rispetto al visto di lavoro, che comporta procedure più articolate e tempi di ottenimento significativamente più lunghi.
Condizioni da rispettare
Per poter usufruire del regime di visitatore per attività tecniche, devono essere rispettate alcune condizioni fondamentali:
- deve esistere un contratto o accordo formale di assistenza tecnica o trasferimento tecnologico tra l’azienda estera e quella brasiliana
- l’attività deve avere carattere temporaneo e non superare i limiti di permanenza previsti
- il professionista non deve percepire compensi da fonti brasiliane
- non deve essere instaurato alcun contratto di lavoro locale
- deve essere disponibile una documentazione chiara che descriva le attività da svolgere
Tali requisiti sono essenziali per distinguere correttamente le attività tecniche temporanee da un rapporto lavorativo vero e proprio, che resta soggetto a regole diverse.
Cosa non è consentito
Nonostante l’ampliamento delle attività ammesse, il visto da visitatore non consente:
- l’assunzione da parte di un datore di lavoro brasiliano
- la percezione di uno stipendio o compenso locale
- l’ottenimento di un permesso di soggiorno per lavoro o di una residenza temporanea
- lo svolgimento di attività continuative, strutturali o a lungo termine
In presenza di tali elementi, l’ingresso come visitatore non è considerato conforme alla normativa.
Quando resta necessario il visto di lavoro
Il visto di lavoro temporaneo rimane obbligatorio nei seguenti casi:
- missioni tecniche che superano i limiti temporali del regime di visitatore
- instaurazione di un rapporto di lavoro locale
- attività che comportano una presenza continuativa o stabile in Brasile
- necessità di registrazione come residente temporaneo
In queste situazioni, l’utilizzo del visto da visitatore può comportare rischi significativi, inclusi respingimenti in frontiera, sanzioni o difficoltà nei futuri ingressi nel Paese.
Esempi pratici
Rientrano nel nuovo regime di visitatore, a titolo esemplificativo:
- un tecnico inviato in Brasile per installare o collaudare un macchinario per alcune settimane, con rientro al termine della missione
- un professionista incaricato di trasferire competenze tecniche specifiche nell’ambito di un progetto temporaneo, senza retribuzione locale
In entrambi i casi, è fondamentale che l’attività sia adeguatamente documentata e rientri nei limiti previsti.
Perché questa modifica è rilevante
La riforma risponde a esigenze di competitività e rapidità operativa, consentendo alle imprese internazionali di intervenire in Brasile con maggiore tempestività. La possibilità di svolgere attività tecniche come visitatori riduce sensibilmente i tempi di preparazione delle trasferte e semplifica la gestione amministrativa delle missioni temporanee.
Conclusione
Il Decreto n. 12.657/2025 segna una svolta nel regime di ingresso per i professionisti stranieri in Brasile. Pur non abolendo il visto di lavoro, la normativa amplia in modo significativo le possibilità offerte dal visto da visitatore per attività tecniche e di trasferimento tecnologico, fino a un massimo di 180 giorni annui.
Per missioni tecniche di breve durata, correttamente inquadrate e documentate, il visto da visitatore rappresenta oggi una soluzione più rapida e flessibile, purché non venga instaurato alcun rapporto di lavoro formale sul territorio brasiliano.
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